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Frascati wine earth

An anonymous writer - a follower of Cardinal Scipione Borghese, creator of the most beautiful and merry "Ville Tuscolane" - describes the beauty of these places, in the XVII century, in this way: "The beauty of the site is not necessary to be said, because the virtue and the variety and the opportunities that the land shows is immense, when the vineyards produce such grapes and wines of such goodness, I don't think there's other place were you could find better".

Among the most ancient and distinguished experts of the Frascati wine is Marco Porzio Catone known also as "Il Censore". He has been the first and most influential author of the regulation for the cultivation and making of wine in his well-known treaty "De Agricultura". He came from a wine growing family of the Tuscolanum, a man of full knowledge, capable politician and speaker, brave captain, governor of the provinces and he himself liking very much to work on his land with his workers, sharing the simple food and the genuine wine.

Varrone mentions the Tusculum feast "Vinalia" for the new wine of Tusculum and some measures taken for the sale of wine to Rome.
Macrobio wrote that, with this good wine, Ortensio watered his plane trees that he had planted on the Tusculum hill so that they could copiously grow.
Among all these ancient lovers and frequent callers of the Tusculum there was also the great Marco Tullio Cicerone, he loved to escape to his favourite and dearest villa on the Tusculum hill where he also wrote one of his most famous philosophical works "Tuscolanae Disputationes".

Lucullo, famous roman general, known more for his love for the food and wine than for his studies and battle fields, owned a beautiful villa on the Tusculum hill were he loved to invite his friends, among whom Cicerone and Catone l'Uticense, to wine and dine.

In the middle ages, when the ancient Municipium Tusculanum was converted in a feudal fortress of lords, among the most constant habitués of the Tusculum hill and of the Frascati wine there were the German Emperors and the general of Federico Barbarossa, Cristiano di Magonza.

Pope Paolo III Farnese, who, before becoming pope (1533-1549), was bishop of Tusculum and he learnt to love Frascati and his beauty and to appreciate the Frascati wine. He loved Frascati wine so much that he abolished all French wines from his table saying that "French wines went straight to the head".

After the half of the XVI century there was the necessity to safeguard the sale price of the wine to the peasants. In 1589 with Sisto V to safeguard the consumer the "fojetta" (1 litre bottle without cork) was imposed. The predecessor of this law was Marcantonio Colonna, earl and vicar of Giulio II della Rovere, that in the constitution of the city of Frascati established some rules, that are still used today, such as: art.96, "che il vino delli forestieri si venda a ellezione dei soprastanti","Statuimo et ordiniamo che qualunque del detto castello, ovvero altri venda vino, che lo portassi fori da esso castello, a vendere in esso, che sia vino latino, non sia lecito a nessuno venderlo piu' di quello che gli sarà imposto dagli soprastanti, et chi contrafarrà paghi pena di soldi vinti per qualunque volta et per qualunque misura".

Dalmasso in his "Storia della vite e del vino in Italia"(History of the vineyards and of the wine in Italy) remembers how Andrea Bacci, the doctor of Sisto V, describes Frascati as "a place of pleasure, generous of grapes and various fruits", putting in evidence that the vineyards were the most popular of all Italy.
The wines obtained from the Frascati grapes were supplied to all the noble banquets of Rome.
www.consorziofrascati.it


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Frascati terra del Vino


un anonimo cronista al seguito di quello splendido mecenate e raffinato buongustaio che fu il cardinale Scipione Borghese - l'artefice delle più belle e fastose ville tuscolane - così descrive le bellezze dei luoghi, che già in quel tempo, prima della metà del '600 , era giustamente rinomato : "della bontà del sito non mi è necessario dirlo, perché la virtù et la varietà et la opportunità del terreno si mostra pur anco hoggidì, quando le sue vigne producono frutti et liquori di tale squisitezza, che io non intendo in quale parte si trovino migliori".

Tra i più antichi ed illustri intenditori del "Frascati" - anche perché ne fu il primo e più autorevole estensore delle norme di coltivazione e vinificazione nel suo celebre trattato De Agricultura - spicca certamente Marco Porzio Catone detto Il Censore. Originario di una famiglia di viticultori tuscolani , uomo sapiente, abile politico e oratore, capitano valoroso, governatore di provincie, gradiva egli stesso porsi al lavoro delle sue terre assieme ai propri dipendenti, dividendone poi il cibo semplice ed il vino genuino.

Varrone ricorda le feste tuscolane "Vinalia" per il vino nuovo del Tuscolo ed alcuni provvedimenti relativi alla sua esportazione in Roma.
Con questo buon vino, al dire di Macrobio, Ortensio innaffiava i celebri platani che aveva piantato sulle liete pendici tuscolane perché crescessero più rigogliosi.
In questa carrellata dei più antichi cultori e frequentatori del Tuscolo, come non ricordare il grande Marco Tullio Cicerone, che vi possedeva la prediletta tra le sue ville dove amava rifugiarsi di preferenza e da dove trasse il titolo la sua più celebrata opera filosofica, le "Tusculanae disputationes"?

Anche Lucullo, il celebre generale romano, passato alla storia piuù per la predilezione della buona tavola che per quella di armi e di studi, possedeva una splendida villa alle falde del Tuscolo dove si dilettava ad invitare amici, quali Cicerone e Catone l'Uticense - pronipote del grande Marco Porzio - ospiti non solo della sua fornitissima biblioteca ma altresì dei suoi famosissimi banchetti, dove certamente il vino tuscolano scorreva abbondante.

Nell'età di mezzo, quando l'antichissimo Municipium Tusculanum si era trasformato in Rocca feudale dei Conti, i potenti alleati degli Imperatori di Germania, tra i più grandi cultori del vero "Frascati", vi fu Cristiano di Magonza, generale di Federico Barbarossa, frequentatore abituale delle "grotte" tuscolane dove il vino veniva invecchiato e conservato più fresco.

Si deve giungere a Paolo III Farnese (1533-49) - Papa italianissimo, che prima di salire al soglio di Pietro era stato vescovo suburbicario di Tuscolo ad aveva appreso ad amare Frascati e le sue bellezze naturali, per vedere ristabilire la supremazia del Frascati sul vino d'Oltralpe. Dopo aver dichiarato che " i vini francesi danno alla testa" Paolo III li bandì senz'altro dalla sua mensa.

Dopo la seconda metà del secolo XVI fu assai sentita la necessità di tutelare il costo della vendita dei vino, destinati al popolo. Coincide con questo movimento di vera e propria tutela del consumatore l'apparizione della "fojetta" (1589) imposta da Sisto V. Precursore di questo regime di tutela fu Marcantonio Colonna, Signore e Vicario di Giulio II della Rovere, che negli statuti concessi alla città di Frascati stabiliva in alcuni importantissimi articoli regole che ancor oggi vengono ribadite in decreti. Precisamente detta l'art. 96: "che il vino delli forestieri si venda a ellezione dei soprastanti" (quindi un Consorzio di Difesa e Tutela ante litteram). "Statuimo et ordiniamo che qualunque del detto castello, ovvero altri che venda vino, che lo portassi fori d'esso castello, a vendere in esso, che sia vino latino, non sia lecito a nessuno venderlo più di quello che gli sarà imposto dagli soprastanti, et chi contraffarà paghi pena di soldi vinti per qualunque volta et per qualunque misura".

Il Dalmasso, nella sua "Storia della vite e del vino in Italia", ricorda come il medico di Sisto V, Andrea Bacci, autore di uno dei primi trattati sui vini d'Italia, avesse definito Frascati "luogo di delizie, generoso di uve e di vari frutti", mettendo in evidenza che quegli industri coltivatori avevano propagato nelle loro vigne le viti più elette d'Italia" dalle quali si ottenevano vini che venivano forniti "ai conviti principeschi , nonché alle mense borghesi di Roma".
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Additional Photos by Giorgio Clementi (Clementi) Gold Star Critiquer/Gold Star Workshop Editor/Gold Note Writer [C: 3694 W: 437 N: 9370] (52514)
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